Paese del Monferrato Casalese situato
a 273 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si
sviluppa su di una superficie di 1990 ettari ed ha una popolazione di circa 1200
abitanti
L’ abitato si concentra su di una piccola altura attorno alla
parrocchia ed al palazzo municipale. E’ situato sul lato destro del torrente
Stura.
- Storia -
La storia del territorio comunale si può far
risalire al II-III secolo D.C. quando, sulla sponda
sinistra del
torrente Stura, a fianco della strada che collegava Vardacate (Casale
Monferrato) e Industria, sorse un insediamento romano. Il rinvenimento di
numerosi frammenti ceramici di età imperiale e di una moneta dell'Imperatore
Gallieno(254) ne testimoniano l'epoca.
Dopo l'abbandono dell'area, pur
utilizzata nel IV e V secolo D.C. per insediamenti precari e provvisori, nel VI-
VII secolo D.C. furono i Longobardi ad insediarsi nel sito, utilizzando, in
parte, ciò che restava dell'insediamento romano. Vi fu creata una attività
artigianale per la produzione di tessuti.Un Tremisse aureo dell'Imperatore
Maurizio Tiberio (592-602) e una frazione di Siliqua del Re Pertarito (672-688)
sono le monete che confermano la datazione.
Poco lontano si trova la Pieve
di San Michele ad Medias, Oratorio privato di una famiglia aristocratica, con
attorno una necropoli, databile fra il VII secolo D.C. e l'età romanica.
Nello stesso sito una fornace per la produzione di mattoni, risalente al XII
secolo, fa da collegamento con la storia del comune, in quanto, nel medesimo
secolo, nel capoluogo vi era una imponente rocca ed un superbo palazzo, dimora
saltuaria dei Principi Monferrini(nel 1133 vi erano presenti Raineiro,Guglielmo
ed Ardizzono).
Già durante il periodo in cui il Marchesato fu dominio della
dinastia degli Aleramo,ebbe grande importanza politica il Comune di Mombello,
tanto che fu proprio Giorgio di Mombello, nel 1199, a fare da mediatore fra il
Marchese Bonifacio e le città di Alessandria, Asti e Vercelli.
In occasione
del matrimonio del Marchese Guglielmo con Isabella di Glocester (circa nel 1250)
fu la rocca di Mombello a essere data in cauzione della dote della sposa.
Facino da Monte,Corrado Cavallo, Facino, Andrea ed Enrico Falcimagna
parteciparono ai lavori del Parlamento Generale, convocato a Trino nel 1305,
durante il quale si invitò l'Imperatrice Jolanda, unica erede del Marchese
Giovanni, a prendere possesso degli Stati Monferrini.
Quando, nel 1306,
Teodoro, figlio dell'Imperatrice Jolanda, , prese possesso del Marchesato,
Mombello ne divenne una delle sedi permanenti.
Durante i lavori del
Parlamentoconvocato a Chivasso(1320) furono nominati comandanti della milizia
monferrina i fratelli mombellesi Perdomo e Guglielmo Ferrario.
Nel 1349
Guglielmo da Mombello fu uno dei firmatari del compromesso che affidava a
Giovanni Visconti, Arcivescovo di Milano, la soluzione delle controversie fra il
Conte Amedeo di Savoia e Jacopo, Principe di Acaia.
Ottone di Brunswik
convoca, nel 1379, il Parlamento Generale a Moncalvo e, in questa occasione, i
rappresentanti di Mombello sono Corrado da Costa e Pietro Cavallo.
Fu ancora
un Signore di Mombello,Giovanni, fra i testimoni del prolungamento della
tregua(nel1349) nel contenzioso che divideva il Marchese del Monferrato e
Ludovico, Principe di Acaia.
Nella guerra, avvenuta nel 1435, fra Gian
Giacomo di Monferrato e Amedeo di Savoia, quest'ultimo ne ebbe possesso per
breve tempo.
Nel 1474 la grande Diocesi di Vercelli fu divisa e fu
costituita quella di Casale Monferrato, in cui confluirono i territori "ultra
Padum", di cui Mombello faceva parte.
E' opportuno segnalare la presenza nel
capoluogo, fin dalla metà del XVI secolo,di un Hospitaletto, operativo fino alla
fine del secolo successivo.
Passato il Monferrato sotto il dominio dei
Gonzaga,Duchi di Mantova, la famiglia Guerriero fu da questi infeudata a
Mombello, prima come Conti, nel 1598, e poi Marchesi,nel 1603, che ne tenne il
possesso almeno fino ai tre primi decenni del XVIII secolo.
In seguito alla
stipula del trattato di Utrecht, il dominio dei luoghi passò alla dinastia dei
Savoia, fino alla discesa in Italia di Napoleone, che proprio nel palazzo oggi
denominato Palazzo Tornelli, firmò la Pace con Genova, nel 1797.
Dopo la
caduta di Napoleone , in seguito al trattato di Vienna (1815), Mombello entrò a
far parte del Regno di Piemonte e Sardegna, prima, e del Regno d'Italia, poi.
Durante la II guerra mondiale, dopo l'8 settembre 1943, si costituirono
anche qui delle formazioni partigiane, che parteciparono attivamente alle
operazioni belliche della Resistenza.
Della storia, sia pure minore, ma di
non secondaria importanza, del comune fanno parte il convento francescano di
Monte Sion, chiuso da Napoleone nel 1802,la chiesa di San Sebastiano, nel
capoluogo, il Santuario di San Gottardo e la chiesa della Madonna del Carmine, a
Pozzengo, la Madonna del Bricco, a Casalino, e la cascina del
Gambarello.Informazioni di questi ed altri luoghi si possono trovare sul sito
Internet del Comune.
Per il suo importante passato, oggi Mombello è sede di
circoscrizione elettorale.
FONTI CONSULTATE
E.
Zanda- 1996 Quaderni della Sovrintendenza Archeologica del Piemonte
E. Zanda-
1999 Quaderni della Sovrintendenza Archeologica del Piemonte
E. Zanda-E.
Micheletto- L. Vaschetti 2002 Quaderni della Sovrintendenza Archeologica del
Piemonte
E. Micheletto-E. Zanda 1999 Istituto Italiano di Numismatica- Annali
(estratto) n. 46
F. Borello 1999 Istituto Italiano di Numismatica - Annali
(estratto) n. 46
Niccolini 1870 A zonzo per il Moferrato
Archivio storico
della Diocesi di Casale
Archivio storico del Comune di Mombello Monferrato