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Comune di Mombello Monferrato

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Comune di Mombello Monferrato - Storia
Piemonte --- Alessandria
CENNI STORICI
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La storia del territorio comunale si può far risalire al II-III secolo D.C. quando, sulla sponda una moneta dell'Imperatore Gallieno sinistra del torrente Stura, a fianco della strada che collegava Vardacate (Casale Monferrato) e Industria, sorse un insediamento romano. Il rinvenimento di numerosi frammenti ceramici di età imperiale e di una moneta dell'Imperatore Gallieno(254) ne testimoniano l'epoca.

Dopo l'abbandono dell'area, pur utilizzata nel IV e V secolo D.C. per insediamenti precari e provvisori, nel VI- VII secolo D.C. furono i Longobardi ad insediarsi nel sito, utilizzando, in parte, ciò che restava dell'insediamento romano. Vi fu creata una attività artigianale per la produzione di tessuti.Un Tremisse aureo dell'Imperatore Maurizio Tiberio (592-602) e una frazione di Siliqua del Re Pertarito (672-688) sono le monete che confermano la datazione.

Poco lontano si trova la Pieve di San Michele ad Medias, Oratorio privato di una famiglia aristocratica, con attorno una necropoli, databile fra il VII secolo D.C. e l'età romanica.

Nello stesso sito una fornace per la produzione di mattoni, risalente al XII secolo, fa da collegamento con la storia del comune, in quanto, nel medesimo secolo, nel capoluogo vi era una imponente rocca ed un superbo palazzo, dimora saltuaria dei Principi Monferrini(nel 1133 vi erano presenti Raineiro,Guglielmo ed Ardizzono). Già durante il periodo in cui il Marchesato fu dominio della dinastia degli Aleramo,ebbe grande importanza politica il Comune di Mombello, tanto che fu proprio Giorgio di Mombello, nel 1199, a fare da mediatore fra il Marchese Bonifacio e le città di Alessandria, Asti e Vercelli.

In occasione del matrimonio del Marchese Guglielmo con Isabella di Glocester (circa nel 1250) fu la rocca di Mombello a essere data in cauzione della dote della sposa.

Facino da Monte,Corrado Cavallo, Facino, Andrea ed Enrico Falcimagna parteciparono ai lavori del Parlamento Generale, convocato a Trino nel 1305, durante il quale si invitò l'Imperatrice Jolanda, unica erede del Marchese Giovanni, a prendere possesso degli Stati Monferrini.

Quando, nel 1306, Teodoro, figlio dell'Imperatrice Jolanda, , prese possesso del Marchesato, Mombello ne divenne una delle sedi permanenti.

Durante i lavori del Parlamentoconvocato a Chivasso(1320) furono nominati comandanti della milizia monferrina i fratelli mombellesi Perdomo e Guglielmo Ferrario. Nel 1349 Guglielmo da Mombello fu uno dei firmatari del compromesso che affidava a Giovanni Visconti, Arcivescovo di Milano, la soluzione delle controversie fra il Conte Amedeo di Savoia e Jacopo, Principe di Acaia.

Ottone di Brunswik convoca, nel 1379, il Parlamento Generale a Moncalvo e, in questa occasione, i rappresentanti di Mombello sono Corrado da Costa e Pietro Cavallo. Fu ancora un Signore di Mombello,Giovanni, fra i testimoni del prolungamento della tregua(nel1349) nel contenzioso che divideva il Marchese del Monferrato e Ludovico, Principe di Acaia.

Nella guerra, avvenuta nel 1435, fra Gian Giacomo di Monferrato e Amedeo di Savoia, quest'ultimo ne ebbe possesso per breve tempo.

Nel 1474 la grande Diocesi di Vercelli fu divisa e fu costituita quella di Casale Monferrato, in cui confluirono i territori "ultra Padum", di cui Mombello faceva parte.

E' opportuno segnalare la presenza nel capoluogo, fin dalla metà del XVI secolo,di un Hospitaletto, operativo fino alla fine del secolo successivo. Passato il Monferrato sotto il dominio dei Gonzaga,Duchi di Mantova, la famiglia Guerriero fu da questi infeudata a Mombello, prima come Conti, nel 1598, e poi Marchesi,nel 1603, che ne tenne il possesso almeno fino ai tre primi decenni del XVIII secolo.

In seguito alla stipula del trattato di Utrecht, il dominio dei luoghi passò alla dinastia dei Savoia, fino alla discesa in Italia di Napoleone, che proprio nel palazzo oggi denominato Palazzo Tornelli, firmò la Pace con Genova, nel 1797.

Dopo la caduta di Napoleone , in seguito al trattato di Vienna (1815), Mombello entrò a far parte del Regno di Piemonte e Sardegna, prima, e del Regno d'Italia, poi. Durante la II guerra mondiale, dopo l'8 settembre 1943, si costituirono anche qui delle formazioni partigiane, che parteciparono attivamente alle operazioni belliche della Resistenza.

Della storia, sia pure minore, ma di non secondaria importanza, del comune fanno parte il convento francescano di Monte Sion, chiuso da Napoleone nel 1802,la chiesa di San Sebastiano, nel capoluogo, il Santuario di San Gottardo e la chiesa della Madonna del Carmine, a Pozzengo, la Madonna del Bricco, a Casalino, e la cascina del Gambarello.Informazioni di questi ed altri luoghi si possono trovare sul sito Internet del Comune.

Per il suo importante passato, oggi Mombello è sede di circoscrizione elettorale.

FONTI CONSULTATE

  • E. Zanda- 1999 Quaderni della Sovrintendenza Archeologica del Piemonte
  • E. Zanda-E. Micheletto- L. Vaschetti 2002 Quaderni della Sovrintendenza Archeologica del Piemonte
  • E. Micheletto-E. Zanda 1999 Istituto Italiano di Numismatica- Annali (estratto) n. 46
  • F. Borello 1999 Istituto Italiano di Numismatica - Annali (estratto) n. 46
  • Niccolini 1870 A zonzo per il Moferrato
  • Archivio storico della Diocesi di Casale
  • Archivio storico del Comune di Mombello Monferrato

Baldini Piero, ricercatore e storico locale